CuriositàChe cosa distingue l’Europa dell’Est dall’Europa dell’Ovest
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Sviluppo di rapporti tra la Russia
ed i paesi europei

 

Curiosità

Che cosa distingue l’Europa dell’Est dall’Europa dell’Ovest

Nel comparare l’Occidente con l’Europa dell’Est e nel definire la loro diversita’ un illustre storico Soloviev invito’ ad osservare i due territori a volo d’uccello:

La prima differenza: L’Europa dell’Ovest e’ stata costruita in pietra, mentre l’Europa dell’Est e’ tutta in legno. E’ la pietra che divide l’Europa dell’Ovest in molti stati, delimita molti popoli; e’ nella pietra che gli uomini occidentali fanno i loro nidi impadronendosi di villani e acquistandosi la liberta’; ben presto i villani si circondano delle mura in pietra acquistandosi anche loro la liberta’ e l’indipendenza; grazie alla pietra la vita e’ stabile e ben definita. Grazie alla pietra  e all’abilta’ umana vengono sorti monti, immensi palazzi che rimarranno per secoli...

La grande pianura orientale non ha pietra, tutto e’ piano, poca varieta’ di etnie, ecco perche’ si stende un immenso stato mai prima esistito...Non esistono i solidi alloggi dai quali sarebbe penoso distaccarsi e nei quali potrebbero abituarsi a vivere diverse generazioni; le citta’ non sono altro che  un mucchio di casupole di legno, basta una scintilla perche’ tutto diventi un ammasso di cenere.... intanto costruire una casa nuova non costa niente poiche’ i materiali di costruzione sono a buon mercato. Ecco perche’ un russo di quei tempi lasciava la propria casa senza pensiero, abbandonava  la citta’ natale e scappava dai tartari, dai lituani, dai gravami, dal voivoda bisbetico oppure dal diacono. Cosi’ si spiega un’abitudine del popolo di spargersi per distesa e quello del potere di acchiappare, di legare.

Fino al XVIII secolo I contadini russi a poca eccezione vivevano nei boschi  o almeno nei pressi delle boscaglie. Tranne l’accetta, gli strumenti di produzione -  aratri a bastone, seminatrici, arredamenti, utensili di cucina, attrezzi per i granai, carri e soprattutto izba (la casa del contadino) erano fatti in legno. Persino i kazaki fuggitivi che si recavano verso le steppe del Sud nei  XVI-XVII secoli facevano le fondamenta delle loro capanne in legno. In metallo si faceva solo la stufa. Infatti un contadino era in grado di costruire la casa con tutte le appartenenze e il granaio da solo, ma era assolutamente indispensabile trovare uno stufaio per fare il forno senno’ si rischiava di non sopravvivere durante i rigidi inverni. Sulla stufa si dormiva e si cucinava.

La terra della grande pianura russa fino agli Urali dava delle raccolte infelici.  I russi avevano sempre fame. Dopottutto la fame e le epidemie sono state sempre presenti nella storia russa. Comunque un’epidemia della peste bubbonica nella seconda meta’ del XVIII secolo e quella della colera nella meta’ del XIX secolo hanno avuto gli effetti piu’ devastanti. Gli incendi nelle citta’ e nei paesini tutti fatti in legno succedevano in continuazione. Si mangiava il pesante pane di segala mentre che il pane bianco anche oggi continua a essere il lusso. Le pappe,  le minestre a base di cavolo e  le crespelle sono tra I piatti essenziali. D’estate che era tanto breve si godevano bacche e funghi, mele e pere, pesce e selvaggina. I cristiani russi che osservavano i rigidi digiuni imposti dalla religione ortodossa dovevano rinunciare alla carne per sei mesi all’anno. Durante i lunghi periodi invernali con poche ore di luce si contava solo di avere del pane. Il ciclo della natura caratterizzato da una breve e bella estate e da un lungo inverno interminabile, ha fatto nascere un particolare stereotipo mentale proprio del popolo russo: la gioia della vita  e ‘ effimera, mentre la sofferenza in quanto il solito stato d’animo perdura.

A quell’epoca risalgono le prime immense cattedrali in pietra che venivano costruite in Europa Occidentale dato che c’erano le risorse umane capaci di creare tali opere, una certa forza sociale, una ricca citta’ popolata, i cui cittadini si percipivano un’entita’ e si impegnavano nel lavoro comune. La comunita’ occidentale e’ riuscita a definirsi le regole della coesistenza civile, invece in Russia siamo in presenza dei primi indizzi dell’amministrazione municipale solo nella seconda meta’ del XIX secolo.

L’immensa pianura tra il Mar Baltico e il Mar Nero era popolata da tribu’ con diverse caratteristiche etniche e linguistiche: slave, finlandesi, germaniche. Non erano rare le invasioni di nomadi della steppa. Secondo l’osservazione di Berdyaev N., sono di comune la geografia naturale e quella dello spirito. A seguire questa somiglianza la vita in Russia finora viene ritenuta pericolosa e indiffesa. Da questo punto di vista la vita dei russi si distingue notevolmente dalla vita in Occidente..

Proprio qua e’ l’origine  di un fatalismo invincibile dei russi I quali non credono nell’indomani sicuro e ritengono qualsiasi fortuna una rara eccezione invece la dura quotidianita’  -  una regola. Nel paese agrario con una divisione del lavoro non marcata e con il clima molto rigido e’ nata una tragica  apatia verso la vita e il Dio.

La seconda – dopo il fatalismo – caratteristica dei russi consiste nell’obbligazione in solido, nella brama di resistere alle asprezze della vita lavorando insieme, in comune. Anche le baldorie uniscono, danno sostegno all’istinto collettivo nonche’ sono un mezzo di staccarsi provvisoriamente dalla routine della vita piena di pensieri e preoccupazioni. Cosi’ si formava una convinzione che non si possa vincere nella valle di lacrime da soli. Il collettivismo si e’ affermato come una  principale caratteristica nazionale che distingue un russo da un occidentale ritenuto individualista. Il clima rigido ha costretto il contadino russo di tenerci per diversi secoli alla comunita’ in quanto un’organizzazione sociale di norma. Lo stesso tipo della mentalita’ russa viene caratterizzato dalla priorita’ del sociale rispetto al personale. Una facolta’ propria del popolo russo di ritenere il sociale piu’ importante del personale ( senza comunque negare  l’importanza del personale) ha influenzato notevolmente  una travagliata storia russa.... Quest’ultima tra tante altre come bonta’ , sensibilita’, abnegazione, pazienza, laboriosita’, audacia, spirito collettivo, e’ stata una delle piu’ importanti particolarita’ della mentalita’ russa e del carattere russo.

La Russia e’ la piu’ grande pianura del mondo. E’ circondata da nemici da tutte le parti; le frontiere sono aperte, non ci sono monti che possano separarla e difenderla. I boschi presentano l’unico rifugio. Diversi popoli – tedeschi, francesi, inglesi, italiani, spagnoli – sono protetti dai monti e possono costruire in un punto piu’ alto e inaccessibile una fortezza in pietra,  tanto non manca la pietra in montagna; invece noi non abbiamo monti ne’ pietra e le case sono di legno.

Si suppone che il carattere russo ancora definito da Bismark (che i russi attaccano lentamente, ma viaggiano velocemente) dipende da un lungo inverno e da un’estate breve..  Nella zona centrale della Russia il contadino dorme molto d’inverno invece d’estate lavora tutto il giorno veloce per avere le sue scarse raccolte.

Tra i paesaggi del nostro paese ci sono pianure e steppe, cio’ che ha lasciato la sua impronta sulla nostra storia. E’ da ricordare che siamo lontani dalle principali vie commerciali e strategiche delle potenze mondiali. Lo zar Dario ha invaso la Schifia per smarrirsi in una grande steppa. Alessandro il Magno si e’ fermato ancora agli accessi lontani. I romani non si sono mai azzardati di salire il Dnepr. I proseliti guidei si sono fermati in Caucaseo.  Intanto gli arabi frenetici sono stati fermati dall’Impero Bisantino il quale non si avanzava all’interno dell’Euroasia a causa delle invasioni dai Balcani.

Nella seconda meta’ del primo millennio dopo Cristo i vichinghi hanno raggiunto la grande pianura euroasiatica.

I slavi orientali sono stati successori dell’Impero Bisantino che stava per lasciare  il palcoscenico storico. Nel periodo che la Bisantia perde la sua influenza sui paesi occidentali in via di sviluppo, allo stesso tempo inizia a influire i slavi meridionali, poi la Russia che ne riceve cinque doni: religione, leggi, concetto del mondo, arte e scrittura.

Il secondo periodo e’ caratterizzato dal giogo dei nomadi, dei mongoli che interrompono i legami commerciali tra il Nord e il Sud dell’Euroasia. E’ un periodo dell’isolamento forzato della Russia dai suoi vicini occidentali che e’ durato duecento anni. Nei tempi della Russia Moscovita il potere stesso degli zar e’ dovuto diventare l’unica valle del paese per rendere piatto tutto quello che era sotto di lui; ha divorato i singoli regni, reso i nobili schiavi per che’ non fossero vanitosi. Ivan il Terribile li decapitava. Il potere despotico agognava  equiparare tutti nel loro diritto di essere miseri schiavi.

Gli europei occidentali si sono messi a ricostruire le vie commerciali attraverso l’Atlantico e aggirando l’Africa, mentre i slavi orientali sono rimasti fuori le vie commerciali importanti.

Il terzo periodo e’ cominciato trecento anni fa e coincide con il regno di Pietro il Grande che aveva aperto le porte all’Europa Occidentale. Da duecento anni in Europa si sviluppa la rivoluzione in tutti i brani della vita umana alla quale la Russia riesce a partecipare in parte. Abbiamo cominciato a percipire il fatto che il ritardo della Russia rispetto all’Occidente il quale e’ un leader mondiale, possa essere pericoloso.

Gli ultimi trecento anni sono segnati dagli sforzi dei nostri antenati, pieni di sacrificio, con lo scopo di risolvere  un problema a due aspetti: da una parte conservare la propria originalita’, la propria mentalita’, il proprio retaggio culturale e la liberta’ politica e dall’altra parte, scoprire nuove possibilita’ di rinascimento, le quali possono essere scienza, esperienze di altri paesi ecc.

Da 500 anni si continua ad ascendere, da 500 anni da nessuna parte del mondo nessuno e’ riuscito a produrre una simile energia. I popoli e i regni in declino ci hanno provato di simularla con l’unico risultato di individuare i migliori rappresentanti tra i propri cittadini e di spedirli all’Occidente.

La Russia come nelle fiabe di un tempo e’ tornata a scegliere all’incrocio di tre vie. Da dieci anni gli idealisti discutono le possibilita’ dell’avvicinamento dell’Est all’Ovest. Nella Russia  dopo Gorbachev ci sono meno illusioni. Sono evidenti le differenze geopolitiche, economiche, culturali.

Tuttavia le vie commerciali s’incrociano all’interno della Russia.

Una compagnia americana di consulting NAI Global ha effettuato nel 2006 le indagini sulla sufficienza delle superficie commerciali nelle zone centrali delle metropoli americane e europee. Come e’ venuto fuori Mosca prende la prima posizione tra le citta’ come Londra, Milano, Pariggi e New York! A mille abitanti del Distretto Centrale di Mosca spettano secondo gli esperti 1100 mq degli spazi commerciali, mentre che a Londra soltanto 1050 mq.

La spiegazione e’ evidente. A Mosca la solvibilita’ e’ alta. Il Centro rimane  attrattivo a quelli che vendono e a quelli che comprano le merci e I servizi.

Disponibilita’ delle superficie commerciali:

Citta’ mq a  1 mille abitanti
Mosca  1100
Londra 1050
Milano 980
New York 810
Barcelona 760
Pariggi 750
Monaco 690
Praga 570
Varsavia 490

Indirizzo: 121099, Novinskiy boulevard 10/12, Moscow, RF
Telefono:  +7 (495) 690-29-16, +7 (495) 690-08-48
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